Agire Localmente Pensando Globalmente

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. A designare questa data è stata nel 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, invitando i Governi, le istituzioni locali, le organizzazioni internazionali a organizzare in quel giorno iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema molto più esteso di quanto non si pensi.

 Dato che sono effettivamente tante le notizie di cronaca che riportano violenze domestiche e drammi familiari di donne aggredite, e a volte assassinate, da mariti che non accettano separazioni e allontanamenti, ho pensato di fare qualcosa che fosse utile a prevenire questi episodi nella comunita’ locale dove risiedo.

Vivo da solo in un appartamento di cui non utilizzo un paio di stanze e  le metto a disposizione per ospitare mariti separati, allontanati ed esasperati per via che devono lasciare  i figli, la casa e cercarsi un posto per aspettare, o la decisione di un giudice, o che le cose si rimettano a posto.

E’ una situazione difficile, non solo emotivamente, ma anche economicamente… ci sono molti casi  in cui il marito allontanato deve pagare il mutuo della casa, passare gli alimenti per i figli e pagare le spese della sua sopravvivenza fuori casa e, spesso, facendo i conti, non ce la fa ad affittare un appartamento ammobiliato o una camera in albergo e non puo’ neppure tornare a casa dai suoi che vivono magari lontano dal suo posto di lavoro.

Per casi del genere, sarebbe opportuno che la comunita’ mettesse a disposizione degli alloggi temporanei, a basso costo, un residence ‘rifugio’ dove superare il momento di emergenza e prevenire l’esasperazione.

In altre comunita’ europee e americane, si sono anche organizzati gruppi di sostegno, di ‘auto-aiuto’ dove, parlando tra di loro della loro esperienza, i mariti allontanati trovano solidarieta’ e comprensione e, a volte, comprendono le cause e i possibili rimedi per ricuperare il rapporto familiare.

Per cui, venendo al punto, se conoscete qualcuno che si trova in questa difficolta’nella zona della  Valsesia, segnalate l’opportunita’ che offro e dategli  la mia email.

Mi auguro che nessuno si trovi in quella difficile situazione, ma se invece i casi fossero diversi e numerosi, come dicono le statistiche e i sondaggi, se vi trovate nella mia situazione (avete spazio e disponibilita’ umana e magari volete dividere le spese di affitto e di bollette) contattatemi e magari mettiamo in piedi una rete di accoglienza e solidarieta’ nella comunita’ che sara’ di esempio per altre comunita’ che vivono lo stesso problema.

Se chi legge non vive in Valsesia ma in un’altra zona,  e gli piace l’idea,  sia libero di farla sua e sara’ un  autonomo ‘costruttore di pace’ , nella sua comunita’.

Riccardo Gramegna        sendmymailto01@gmail.com

Dal 1985 coordinatore per l’Europa della Gandhi In Action International –  www.gandhiinaction.ning.com 

Nel 1986, Anno Internazionale della Pace, ha organizzato in Valsesia una Marcia per la Vita in Pace nella comunita’ locale. Non si chiedeva infatti il disarmo o la fine di una guerra, ma si chiedeva ai Valligiani di far la pace tra di loro, di adottare uno stile di vita non-violento e contribuire cosi’ alla pace del mondo.

Alla marcia parteciparono, oltre ai  moltissimi residenti, 30 rappresentanti di organizzazioni non-violente indiane e vari attivisti da tutta Europa. Ogni anno, da allora, sono state organizzate ‘feste comunitarie della pace’ in varie localita’ della valle per ricordare la marcia e il suo messaggio.

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Informazioni su riccardo gramegna

Euro-coordinatore per l'Europa della Gandhi In Action International(Global network of nonviolent activists) dal 1986, giornalista e opinionista nonviolento ha collaborato con tv locali e attualmente svolge l'attivita' di 'nonviolent life coach' , consulente personale di persone in fase di transizione verso uno stile di vita nonviolento in Europa, USA, India e Russia. Euro-cordinator of Gandhi In Action International network and NVLC(nonviolent life coach) since 1986, with his program "metamorphosis" helps people in Europe, USA and Russia, to cope with the change in consciousness and values that is happening all over the world, towards nonviolence, simple living and green culture.
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5 risposte a Agire Localmente Pensando Globalmente

  1. marì ha detto:

    Grazie caro, :-) lo penso anch’io, siamo sulla stessa frequenza di pensiero.
    Mah, guardo i miei figli e i loro amici, quasi tutti diplomati..quasi tutti vecchi compagni di scuola, sono dei bravi ragazzi, ma appunto essendo giovani hanno poca esperienza e tanti timori… Mi ricordo che mentre andavano a scuola sognavano di diventare economicamente autonomi magari svolgendo un lavoro inerente alla scuola che avevano frequentato…ma è già passato qualche anno e quasi tutti svolgono dei lavoretti provvisori, sottopagati e sfruttati, si sentono scoraggiati, ma io non voglio che si rassegnino…voglio vederli sorridere e magari vedere i loro occhi sorridere :-).
    Uno di loro lavora presso un negozio di polli alla brace, oggi sappiamo come vengono allevati i pollie che sono buoni a riempire solo lo stomaco (li chiamano P122 polli di allevamento in batteria e crescita forzata.
    Allora da autentica sognatrice ho esposto il mio sogno a loro: secondo me sarebbe bello fare una cooperativa, avere una piccola fattoria ed allevare anche polli (premetto che io mi affeziono agli animali e che piangerei per ogni pollo spennato) ma credo che cosi si potrebbe dare un lavoro e speranza a questi ragazzi e forse non solo a loro, ma poi penso alle istituzioni, tasse, imposte, pizzo ecc ecc ecc e quindi forse è pure inutile che ci spremiamo il cervello :-)
    Pensi che se qualcuno mi leggerà penserà che sono matta? bè..fatti suoi.. sono del parere che deve partire tutto dalla nostra volontà, e cominciare con le piccole cose che diventeranno grandi.
    Un abbraccio :-) e grazie

    • riccardo gramegna ha detto:

      Quante cose vorrei dirti… ma mi limitero’ ad una, sul tuo sogno… e’ un’ottima idea! produrre il cibo sano e’ il miglior investimento imprenditoriale che i giovani possono fare… si parte con poco investimento (semi e attrezzi manuali di base) e un pezzo di terra (e sono sicuro che nel loro giro di famiglie c’e’)… e poi comincia la ricerca… mentre si comincia con un orto, piccola produzione per le loro famiglie, si sviluppano i progetti, si studiano le esperienze sociali di avanguardia, il consumo KmO, si scoprono i finanziamenti per le cooperative, per l’occupazione giovanile, per gli agriturismi…. e’ tutto un divenire dell’idea che cresce con i germogli e con i frutti… e insieme con i primi raccolti di vegetali, i ragazzi avranno sviluppato il loro entusiasmo e le loro idee in progetti.. ma e’ importante che comincino col mettere le mani nella terra e a coltivare la pazienza… di loro che un domani i prezzi dei generi alimentari andranno alle stelle, che la grande distribuzione andra’ in crisi, che nei casi di emergenza (2012) sara’ utile essere autosufficenti… che quando legalizzeranno la canapa sara’ un vantaggio sapere come si coltiva la terra, conoscere le tecniche biologiche… insomma, trova tu il modo giusto di motivarli…
      il motto che avevo dato alla cooperativa, qui in montagna era… “se non ti danno da fare, datti da fare e datti nel fare!”

      • marì ha detto:

        E’ un gratificante incoraggiamento il tuo :-)…ah non ti ho detto che io sono la pazienza eheh..scherzo.
        hai ragione ci vuole un buon motivo e sopratutto bisogna crederci è già una buona base…e il resto verrà da se.
        Pensa quando spunterà il primo germoglio avremo donato un sorriso a chi ha piantato il primo seme:-)) e gli altri si prenderanno d’invidia eheh…..ti terrò informato.
        Grazie ti abbraccio.:-)

  2. marì ha detto:

    Caro amico sai già quanto ti ammiro per quello che fai.
    Penso che ci sono delle situazioni davvero difficili che non ci si può permettere di giudicare, ho ospitato un’amica tempo fa in fase di separazione da un marito violento certo non avrei ospitato lui.
    Sono separata da molti anni ed ho cresciuto i miei figli da sola con sacrifici ho chiesto aiuto al mio ex solo quando mi sono trovata in difficoltà, perchè non trovo giusto che dopo una separazione dev’essere sempre l’uomo a rimetterci economicamente.
    Ma perchè io e te siamo cosi lontani :-)?? mi piacerebbe avere un’idea per igiovani nella mia città e sono sicura che tu ne avresti tante di idee.
    Grazie per lo spazio Buona serata :-)

    • riccardo gramegna ha detto:

      essendo uomo non mi sembrava opportuno offrire ospitalita’ a donne, e poi, spesso sono gli uomini a doversi allontanare dalla casa familiare e sono gli uomini a non accettare quelle situazioni, con conseguente stalking e violenze… comunque. l’idea puo’ estendersi alla solidarieta’ tra donne, come hai fatto tu…
      Lontani? sembra che siamo sulla stessa frequenza di pensiero, per cui, tempo e spazio non esistono… se voi qualche idea, sara’ felice di spremermi il cervello e qualche cosa ne uscira’!
      ti abbraccio

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